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SEN. Dopo la Consultazione...

Scenario
06 Marzo 2013

di Agnese Bertello

 

Un mese e mezzo di consultazioni. Audizioni. Contatti e pareri on line. Per il nostro Paese, questo è un salto avanti importante.
Siamo tutti convinti infatti che una vera strategia debba essere una strategia condivisa, che identifica in maniera chiara gli obiettivi prioritari per il Paese e coinvolge tutti gli attori in un insieme di scelte responsabile per il futuro del Paese. L'idea di condividere quindi un iniziale documento programmatico con gli stakeholder - imprese, grandi e piccole, associazioni di categoria, istituti ed enti di ricerca, istituzioni e organismi che a vario titolo operano nel settore, associazioni ambientaliste, sindacati... - per mettere a punto una versione finale che tiene conto di quanto emerso in fase consultiva, gestita in maniera trasparente e chiara, è un ottimo punto di partenza in questa direzione.

Ad oggi però, a due mesi dalla conclusione delle consultazioni, non c'è traccia della versione finale della SEN. Certo, le settimane elettorali, sempre convulse nel nostro Paese e ancor più in quest'ultima tornata, hanno "rallentato l'operatività". Secondo i piani fissati a suo tempo dal Ministero dello Sviluppo Economico alla fase consultiva, della durata di 6 settimane circa, avrebbe dovuto fare seguito un documento di sintesi dei contributi e la definizione di una proposta di Strategia Energetica. Il documento avrebbe dovuto essere presentato e discusso durante una Conferenza Nazionale sulla Strategia Energetica. Si sarebbe così arrivati all'approvazione di un documento finale e alla definizione di un dettagliato percorso di attuazione.

Il modello disegnato dal MSE ricalca sostanzialmente le procedure in atto negli altri Paesi europei, in particolare nel Regno Unito, dove le Consultazioni sono prassi acquisita.  Basti pensare che in Gran Bretagna, nel solo 2012 le consultazioni sono state una cinquantina circa. In questo caso, infatti, a essere oggetto di consultazione non sono soltanto i documenti principali, quelli su cui si basa la programmazione pluriennale, ma anche aspetti molto specifici, tecnici che emergono nel tempo. L’ultima consultazione, aperta il 27 febbraio 2013, riguarda per esempio gli incentivi alle rinnovabili termiche: come fare a dare garanzie di certezza e a migliorare le performance del settore?


Nel documento, in maniera molto chiara vengono esposte le tesi che contraddistinguono la proposta e i temi sui quali si richiede agli steakholder di esprimere un parere, attraverso la formulazione di vere e proprie domande. Insomma, la Consultazione è concepita in modo da essere tutt’altro che una indagine di principio sui massimi sistemi. Nel paper da analizzare vengono altrettanto chiaramente riportati i principi fondamentali, validi per qualunque Consultazione. Possiamo riassumerli così:

  • la Consultazione deve avvenire deve avvenire in tempo utile perché i suggerimenti avanzati possano essere realmente presi in considerazione;
  • deve concludersi nell’arco di 12 settimane; deve rivolgersi e riuscire a raggiungere tutti coloro che possono essere direttamente interessati al tema;
  • i pareri e i documenti raccolti devono essere pubblici e devono essere poi analizzati con attenzione;
  • è necessario restituire un feedback chiaro a chi partecipa alla consultazione;
  • deve essere prodotto un documento finale che indichi chiaramente quali elementi si ritiene necessario integrare e come.


Rispetto a questo modello, la Consultazione sulla SEN è carente su alcuni aspetti decisivi: i documenti presentati dai diversi operatori non sono pubblici né facilmente accessibili (trovate da scaricare in queste pagine alcuni dei documenti che siamo riusciti a recuperare in rete, non esistendo un archivio nell'area dedicata alla SEN sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico) e soprattutto, come abbiamo detto all'inizio, il documento conclusivo, che raccoglie, analizza, integra gli elementi emersi attraverso questo momento consultivo, a due mesi dalla chiusura della Consultazione, non è ancora stato presentato.

Le priorità oggi per il Paese sono altre, ma sarebbe certamente un errore non finalizzare tutto l’importante lavoro svolto fino qui, sia sul fronte dei contenuti, sia sul fronte dell'esperienza consultiva.

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